Bollette e documenti vari, per quanto tempo dobbiamo conservarli?

Documenti fatture e bollette vanno conservate per qualche anno per attestarne il pagamento
 
Quando paghiamo una bolletta, una multa o una dichiarazione dei redditi archiviamo la ricevuta in casa, ma con il tempo si accumulano e quando i raccoglitori sono pieni di carta viene voglia di fare una bella pulizia. Cosa si può eliminare e cosa invece va conservato? E per quanto tempo?
Le ricevute, le fatture, le bollette e le quietanze in genere sono importanti perché attestano l’avvenuto pagamento di un bene o di un servizio da parte del cittadino.
I tempi in cui dobbiamo conservare questa ricevute sono diversi a seconda della tipologia del documento e possono essere raggruppate per “mesi o anni”
  • 6 mesi : fatture e ricevute di ristoranti, alberghi e strutture similari
  • 1 anno: le quietanze delle assicurazioni
  • 2 anni: gli scontrini e le garanzie (salvo diverse indicazioni al momento dell’acquisto)
  • 3 anni: il bollo auto, le cambiali, le parcelle dei professionisti e le fatture dei fornitori
  • 5 anni: ricevute di mutuo, affitto e spese condominiali, le bollette delle utenze domestiche, le dichiarazioni dei redditi, le multe stradali e le ricevute di Ici e Imu
  • 10 anni: gli estratti conto bancari, il canone Rai e le bollette relative a telefoni mobili
A questo elenco vanno aggiunti quei documenti che “non scadono” e che vanno conservati sempre, quali as esempio gli atti notarili, gli atti di compravendita, gli atti di matrimonio, separazione, divorzio, i diplomi scolastici, le sentenze del Tribunale e ogni tipo di referto medico.